Take it slow..una proposta di soggiorno “alternativa”

Di una città non apprezzi una o le settantasette meraviglie, ma la risposta che da ad una tua domanda

“Le città invisibili” Italo Calvino

“C’era una volta un periodo in cui il mondo era impazzito. Si era completamente de-sintonizzato dai cicli naturali della vita. Dal respiro della Terra. Lento e vitale. Le persone sembravano delle formichine impazzite solo che, a differenza delle formiche, correvano come pazze senza nessun obiettivo comune o forma di cooperazione. Ogni persona era un atomo a sé, sempre di fretta, cercando di macinare chilometri e chilometri di nulla.

Anche durante le cosiddette vacanze anziché rallentare i ritmi si correva ancora di più per poter vedere più attrazioni nel minor numero di giorni. Come in una gara ad accumulare più luoghi visitati ed esperienze fatte per poterlo esibire o raccontare.

I Tour Operator vendevano dei veri Tour de Force in cui in due giorni ed una notte si potevano visitare tre città, mangiare nei migliori ristoranti del posto, ammirare gli animali selvatici, fare la conoscenza di qualche indigeno locale con tanto di foto ricordo, andare a cavallo oppure sui pattini o qualsiasi altra attività proposta e perché no, nei momenti intermedi, un po di shopping compulsivo per portare a casa una testimonianza del posto visitato. Per poter affermare che in quel luogo ci erano stati per davvero. Insomma per ricordalo anche a loro stessi.

Persino nella successiva era degli smart phones e dei social (quella che venne poi chiamata “dittatura” dei social network) il turista, senza mai staccare gli occhi dal telefonino, vagava ansioso e affrettato seguendo una severissima tabella di marcia. Senza tralasciare nulla. Solo dimenticando a volte di alzare lo sguardo. Così tanto per perdersi nella bellezza. Per poter ammirare senza fare nulla. Per gioire della compagnia dell’altro. Per vivere il presente. Per essere senza l’ansia di dover essere. Insomma tutte quella cose che si erano dimenticati di fare nella foga del fare.

Fortunatamente qualcuno si accorse della pazzia collettiva e pensò che oltretutto il viaggio non era il fine ma il pretesto per vivere la rottura della quotidianità e non riprodurre una iper-quotidianità . Alcuni viaggiatori arditi ripresero l’antica narrazione del viaggio come scoperta, i viaggi tornarono ad essere cammini. A passo lento gli uomini cominciarono a vedere di nuovo con i propri occhi i luoghi e le persone che li abitano.”


La nostra proposta di soggiorno alternativa non è tanto il “cosa” visitare ma il “come” deciderete di farlo.

Noi suggeriamo di prendervi tutto il tempo necessario per esplorare Bormio. Bormio nasconde degli angoli che trasudano storia e bellezza. Bormio tra i paesi alpini è quello che ha saputo meglio conservare la sua storia fatta di edifici, tradizioni e luoghi di incontro. A Bormio natura e cultura si incontrano in uno sposalizio perfetto. Due facce della stessa medaglia. A patto però che sappiate guardarla con attenzione perché come tutte le donne ama essere ammirata e corteggiata senza fretta. Scoperta poco alla volta in un lungo gioco di rimandi senza mai aver la pretesa di sciogliere quel mistero che è l’anima viva di un paese.

Foto di Roby Trab

Un giorno al Parco delle Incisioni Rupestri a Grosio

Nello splendido scenario di Grosio, a qualche chilometro di distanza da Bormio, possiamo scoprire un posto magico circondato da castagni e noccioli. Sulla sommità di un colle sorgono due castelli, di cui il più recente, denominato castello Nuovo, costruito tra il 1350 ed il 1375.

Ma la principale attrazione che ogni anno porta molti visitatori al parco è la cosiddetta Rupe Magna, una gigantesca roccia levigata intensamente dallo spostamento dei ghiacciai che fino a 20.000 anni fa si estendeva fino in Brianza. Pensare che ad oggi il ghiacciaio ricopre la sola area dei Forni equivalente ad 11 km 2.

Nel 1966 sulla Rupe Magna sono state scoperte da Davide Pace delle strane raffigurazioni rappresentanti figure antropomorfe, animali, figure geometriche ed oggetti di vita quotidiana. Tutte databili tra la fine del Neolitico e l’età del ferro. Si tratta di una delle più grandi rocce incise dell’arco alpino.

Il Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio è aperto dal 1 giugno al 16 settembre dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00. Per info sulle visite guidate consultare il sito www.parcoincisionigrosio.it. 

Il Parco è molto attivo anche nella proposta aggiornata di corsi, laboratori didattici ed iniziative, come “il ritorno dei longobardi” per cimentarsi nella pratica del tiro con l’arco oppure “arcieri al castello” per imparare a costruire il proprio arco da un tronchetto di legno.

Per passare una giornata diversa dal solito. Consigliatissimo!